Non ci lasceremo maiLaura Campanello,
Non ci lasceremo mai?

L'esercizio filosofico della morte tra autobiografia e filosofia Con un saggio di Romano Màdera,
Pubblicazione Unicopli, Milano 2005

Questo libro è un esperimento. Ma il suo oggetto è la vita della sperimentatrice. Per questo sarebbe risibile, e stonato quanto alla verità, inserirlo in categorie ben conosciute: un libro di filosofia, di psicoterapia, una narrazione autobiografica, una ricerca pedagogica... È anche, in parte, un vorticoso mescolamento di tutti questi ingredienti, eppure è qualcos'altro. È un libro straordinario: perché ha coraggio, un coraggio di fondo, quello che consiste nel sapere di essere al mondo e di doverci stare a occhi e cuore aperti. Il libro, la scrittura, sottoposta alla necessità, ritorna quello che è: un fragile strumento che deve portare - e rendere più sottile e acuminato possibile - l'esercizio di interrogazione dell'esistenza. L'esercizio di morte deriva la sua scelta e la sua importanza proprio dal semplice fatto di prendere la vita sul serio. E di scegliere di conseguenza. Ora, l'unica scelta conseguente è quella di filosofare, almeno nel senso socratico di porre la dignità del vivere nella messa sotto esame della vita stessa. Eccovi dunque di fronte a questo libro-crogiuolo nel quale, forse per la prima volta, l'esperimento pieno di una filosofia biografica - e dunque di un rinnovamento dell'antica filosofia come modo di vivere - è tentato non solo metodologicamente, ma nella ricchezza dei suoi contenuti vitali.

(dalla prefazione di Romano Màdera)

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